La grande bellezza

Amo da sempre la Roma notturna, quella dei pochi passanti, delle strade finalmente silenziose. Ne amo la bellezza di signora elegante, un poco agée, ma che sa di piacere ancora e di più l’amerò illuminata dalle pennellate luminose di Storaro, che andranno ad incastonarsi in quel gioiello antico che sono i Fori Imperiali.

http://www.vanityfair.it/news/italia/14/09/16/roma-fori-imperiali-illuminazione-unilever

Annunci

Di calcio e di rispetto, questo sconosciuto…

Chi mi conosce sa che non amo il calcio. Lo trovo uno sport decisamente noioso e francamente sopravvalutato, ma a taluni piace (leggi ‘a LUI piace’) quindi mi sono concessa di vederne, di recente, alcune partite anche io (cosa non si fa per amore!).

Ne scrivo oggi, in questo blog in cui raramente parlo di me in prima persona, per il solo fatto che una notizia apparsa sulla Gazzetta dello Sport mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Non commento i fatti vergognosi avvenuti prima e dopo la  finale di Coppa Italia. Se ne parla da giorni e non ho niente da aggiungere. Non parlo nemmeno di tal ‘Genny ‘a carogna’, a cui già troppo spazio è stato concesso, a mio parere, dai media, col solo risultato di farlo diventare ‘un personaggio’ e generare un processo di emulazione pericolosissimo.

Stando al giornalista della Gazzetta, infatti, durante la partita Napoli-Cagliari sembrerebbe che 30mila tifosi abbiano deciso di emularne, appunto, pensieri, parole…e ‘maglietta’ indossando la stessa che portava lui sabato scorso, inneggiante a tal Speziale (ultrà reo di aver ucciso un poliziotto e, ora, in prigione) di cui chiedeva la scarcerazione, appunto.

Ecco, quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca è stato il cieco processo di emulazione che si è venuto a creare. Ho tra i miei amici tanti tifosi del Napoli, che non perdono occasione per supportare la loro squadra del cuore e a loro chiedo, qualora andassero allo stadio, di rifiutarsi di indossare una maglia che dimostri la totale mancanza di rispetto, se non per un poliziotto che ora non c’è più, almeno per la sua vedova e la sua famiglia, che devono aggiungere anche questa ferita alle tante che hanno ricevuto. 

 

Rodin. Il Marmo, la Vita

In mostra al Palazzo Reale di Milano, dal 17 Ottobre 2013 al 26 Gennaio 2014, oltre 60 opere per lo più in marmo di Auguste Rodin, pittore e scultore francese noto ai più per la statua del Pensatore.

Nata dalla collaborazione col Musée Rodin di Parigi e  prodotta insieme alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la mostra proseguirà negli spazi romani dopo la prima italiana di Milano.

Tutte le info : http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-rodin-il-marmo-la-vita-2906

1391737_161313540733640_1184007166_n

Eat Italian

Se è vero che gli Italiani all’estero sono facilmente riconoscibili, è anche vero che chiunque di noi potrebbe riconoscere uno straniero, soprattutto se Americano o Inglese, in Italia, basandosi solo sulle loro ordinazioni in un bar o un ristorante.

Vi riporto quanto scritto su The Independent di Londra da JAMES HANNING nel suo articolo dal titolo evocativo Ketchup on your pasta? Basta!

L’Accademia Barilla di Parma ha stilato la lista dei 10 ‘errori’ più comuni commessi dagli stranieri in termini di ‘mangiare italiano’.

  1. Mai e poi mai ordinare un cappuccino a fine pasto, ma solo ed esclusivamente un espresso!
  2. Risotto e pasta non devono mai essere usati come accompagnamento per altri cibi.
  3. Mai mettere l’olio nell’acqua per cuocere la pasta, ma solo a fine cottura (beh questa non la sapevo neanche io! NdA)
  4. Mai usare il Ketchup sulla pasta (orrore! NdA)
  5. Spaghetti alla Bolognese? No! Primo non c’è un solo ristorante a Bologna che li cucini come specialità tipica e secondo non vanno mai usati gli spaghetti, ma le tagliatelle (chiamatele ‘tagliatelle al ragù’, fate prima, non vi incagliate con la pronuncia della g e siete anche più corretti! NdA)
  6. La pasta col pollo NON è un piatto tipico italiano…al massimo qui si serve il brodo di pollo con la pastina, ma è tutta un’altra cosa!
  7. La “Caesar salad” non è un piatto tipico italiano anche se il suo inventore, Caesar Cardini, era Italiano (e io che pensavo che si chiamasse così in onore di Giulio Cesare, pensa te! NdA)
  8. Sfatiamo un mito! Vi sfido a trovare in un solo ristorante italiano, in Italia, le tovaglie a quadretti bianchi e rossi!
  9. Le “Fettuccine alfredo” di Italiano hanno solo il nome e l’inventore,  Alfredo Di Lelio, ma in Italia non le servono in nessun ristorante (la ricetta comunque sembra quella degli spaghetti al burro e Parmigiano, NdA)
  10. Rispetta la tradizione e i consigli della mamma. Il cibo italiano deve essere condiviso con le persone che ami. L’amore e la famiglia sono tutto.

lilli_vagabondo

Per leggere l’intero articolo in inglese: http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/news/ketchup-on-your-pasta-basta-italian-food-institute-issues-a-list-of-rules-for-foreigners-to-follow-8803472.html