Aspettando la musica

Lo aspettava da ore, seduta accanto alla finestra, con tranquilla consapevolezza.

Lo aspettava ogni giorno, ormai, da giorni.

Aria era così. Lei semplicemente sapeva che, non importa quando, se di giorno o di notte, portandosi appresso la pioggia o il sole. Lui sarebbe sempre arrivato e avrebbe portato con sé la musica.

Così rimase immobile, anche quel mattino, ad ascoltare la pioggia bussare sui vetri, sorseggiando il suo caffè e scottandosi le labbra, impegnata ad osservare la sottile consistenza fumosa che le solleticava il naso.

Un giro di chiave.

Trasalì. Un po’ di liquido bollente le scivolò sulle dita. Tremava.

Posò la tazza e si asciugò le mani sui fianchi, mentre si alzava.

La porta si aprì, con un cigolio lento . Rumore di passi e poi un’ombra scura entrò.

I loro occhi si incontrarono prima dei loro corpi e, come ogni volta, cominciò la musica.

-L. Shiver

Turn me on- Norah Jones

http://www.youtube.com/watch?v=ED1B39W9b0E

Image: Jack Vettriano – ‘In thoughts of you’

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I nostri baci

Ci sono baci come carezze, lente, estenuanti.

Baci come fiori, da sfogliare delicatamente, petalo dopo petalo e, poi, i baci aggressivi, violenti, di labbra da mordere e da cui farsi marchiare.

Poi, ci sono i nostri baci.

Quelli che non sono uguali a nessun altro che abbiamo dato, prima o dopo di noi. Quelli per cui ti manca il respiro, il cuore perde un battito, i movimenti si fanno lenti perché il desiderio generato dall’attesa è, esso stesso, piacere.

-L. Shiver

Aria’s Diary – Pensieri sparsi, ricordi e cristalli di sabbia…

Cammino e mi guardo intorno.

Oggi sono uscita di casa in preda ad un’emozione, ad una sensazione forte. Un nodo alla bocca dello stomaco.

Non può essere che mi manchi, non oggi, non così.

Non può essere che il pensiero di te ritorni, inaspettato e non invitato. Credevo di averti rimosso, dal corpo e dall’anima, ma non è così. Se di tutti tu solo, a volte, ti ripresenti.

Non bussi, non lo hai mai fatto. Apri la porta ed entri ed è come se la quotidianità dei nostri gesti si ripetesse sempre uguale. Come se non ci fossero anni e chilometri, ormai, tra di noi. 

Seduta, nel posto che era nostro ed ora è solo mio, perché l’ho rivendicato, insieme alla mia indipendenza da te. Seduta ascolto le onde che si infrangono, il rumore lieve della risacca, il rollio dell’acqua sui ciottoli.

Tutto scorre, ma tu no. Tutto passa, ma non il tuo ricordo.

Scavo una buca nella sabbia, affondando le mani fino alla parte più fresca e bagnata e lì ti nascondo, tra cristalli di sabbia.

Aria 

Aria’s Diary – I viaggi dell’anima

Ci sono viaggi che iniziano ancor prima di partire. 

I viaggi dell’anima.

Quelli in cui non hai bisogno di preparare valigie, comprare biglietti, aspettare in coda ai controlli. Quelli in cui, semplicemente, parti.

Non sai dove sei diretto e neanche ti importa saperlo. Potrebbero essere viaggi di un’ora, di un giorno o di tutta una vita, ma tu sai che ‘devi’ farli. 

I miei viaggi sono così…

Come il mio nome sono fatta d’aria e mi muovo e vivo e sbaglio e cado e mi rialzo e mi faccio male, ma va bene così.

Non amo seguire le regole, sentirmi costretta in definizioni che non mi appartengono. Io mi muovo, continuamente e muto e cambio nome e non mi fermo, ma corro incontro alle emozioni.

Perché è la mia vita e voglio correre…anche dei rischi, se serve.

 

Aria