Francesco Hayez – Il Consiglio alla Vendetta (det.)(1851)

Francesco Hayez - Il Consiglio alla Vendetta (det.)(1851)

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Amo ciò che di tenace ancora sopravvive nei miei occhi, nelle mie camere abbandonate dove abita la luna, e ragni di mia proprietà, e distruzioni che mi sono care, adoro il mio essere perduto, la mia sostanza imperfetta.

Pablo Neruda

Amo ciò che di tenace ancora sopravvive nei miei occhi

Eat Italian

Se è vero che gli Italiani all’estero sono facilmente riconoscibili, è anche vero che chiunque di noi potrebbe riconoscere uno straniero, soprattutto se Americano o Inglese, in Italia, basandosi solo sulle loro ordinazioni in un bar o un ristorante.

Vi riporto quanto scritto su The Independent di Londra da JAMES HANNING nel suo articolo dal titolo evocativo Ketchup on your pasta? Basta!

L’Accademia Barilla di Parma ha stilato la lista dei 10 ‘errori’ più comuni commessi dagli stranieri in termini di ‘mangiare italiano’.

  1. Mai e poi mai ordinare un cappuccino a fine pasto, ma solo ed esclusivamente un espresso!
  2. Risotto e pasta non devono mai essere usati come accompagnamento per altri cibi.
  3. Mai mettere l’olio nell’acqua per cuocere la pasta, ma solo a fine cottura (beh questa non la sapevo neanche io! NdA)
  4. Mai usare il Ketchup sulla pasta (orrore! NdA)
  5. Spaghetti alla Bolognese? No! Primo non c’è un solo ristorante a Bologna che li cucini come specialità tipica e secondo non vanno mai usati gli spaghetti, ma le tagliatelle (chiamatele ‘tagliatelle al ragù’, fate prima, non vi incagliate con la pronuncia della g e siete anche più corretti! NdA)
  6. La pasta col pollo NON è un piatto tipico italiano…al massimo qui si serve il brodo di pollo con la pastina, ma è tutta un’altra cosa!
  7. La “Caesar salad” non è un piatto tipico italiano anche se il suo inventore, Caesar Cardini, era Italiano (e io che pensavo che si chiamasse così in onore di Giulio Cesare, pensa te! NdA)
  8. Sfatiamo un mito! Vi sfido a trovare in un solo ristorante italiano, in Italia, le tovaglie a quadretti bianchi e rossi!
  9. Le “Fettuccine alfredo” di Italiano hanno solo il nome e l’inventore,  Alfredo Di Lelio, ma in Italia non le servono in nessun ristorante (la ricetta comunque sembra quella degli spaghetti al burro e Parmigiano, NdA)
  10. Rispetta la tradizione e i consigli della mamma. Il cibo italiano deve essere condiviso con le persone che ami. L’amore e la famiglia sono tutto.

lilli_vagabondo

Per leggere l’intero articolo in inglese: http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/news/ketchup-on-your-pasta-basta-italian-food-institute-issues-a-list-of-rules-for-foreigners-to-follow-8803472.html

Il Salotto Berbero

“E’ una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di una buona fortuna debba essere in cerca di moglie.”  Scriveva Jane Austen in  uno degli incipit più famosi della Letteratura Inglese (Orgoglio e Pregiudizio – 1813).

Io, invece, vi dico che è una verità universalmente riconosciuta che due donne, lasciate da sole a chiacchierare di sabato sera, comodamente sdraiate su un tappeto e circondate da pile di soffici cuscini finiranno, inevitabilmente, a parlare di un unico argomento…gli uomini.

Dopo un’attenta e minuziosa disamina sui motivi per cui la comunicazione uomo-donna è, necessariamente, una comunicazione ‘interrotta’ (discorso ampio, che merita un post ‘ad hoc’) al secondo bicchiere di Merlot, e complice una telefonata (maschile) che tardava ad arrivare, la discussione si è fatta più accesa e ci siamo ritrovate a parlare di ‘pensiero disfunzionale’ termine che, fino a ieri, mi era del tutto sconosciuto.

La mia amica sosteneva, a ragione, quanto, in effetti, siamo portate, di base, a pensare sempre in negativo e mai in positivo.

‘Non mi chiama perché non gli importa niente di me? Ha di meglio da fare? Si è scordato che esisto?’ sono domande che tutte noi, all’inizio di una relazione o anche dopo anni di vita di coppia, ci siamo poste, preda di quelle insicurezze ataviche ed ereditarie che, a mio avviso, succhiamo insieme al latte materno.

Ecco, il pensiero  disfunzionale è esattamente questo.

Riporto, qui di seguito, un elenco delle distorsioni cognitive più comuni stilato dalla dr.ssa Sabrina Cattaneo, del Centro Cognitivo Saronno.

Catastrofizzazione: a partire da un evento negativo anche molto piccolo si immagina che la situazione evolverà sicuramente in un disastro insopportabile. Ad esempio pensare che prendere un brutto voto a scuola possa compromettere irrimediabilmente la vostra reputazione e farvi perdere l’anno. Questo tipo di pensiero è spesso causa di forti ansie.

Pensiero bianco o nero: le cose possono andare bene o male, le persone o vi amano o vi odiano. Ad esempio capita spesso che se iniziamo a seguire una dieta e per una volta sgarriamo riteniamo che ormai la dieta sia andata e non abbia più senso seguirla. Questo pensiero spesso accompagna le nostre tendenze al perfezionismo perché riteniamo che una cosa possa andar bene solo se non presenta difetti, altrimenti è completamente da buttare.

Predizione del futuro: avere la certezza di sapere quel che accadrà e iniziare già a comportarsi di conseguenza. Mi invitano ad una festa dove so già che non mi divertirò quindi vado con atteggiamento dimesso e mi rintano nell’angolino, ecco che le mie è previsioni si sono avverate.

Lettura del pensiero: esser convinti di sapere cosa sta pensando l’altra persona, ed in particolare presumiamo che l’altro abbia un pensiero negativo nei nostri confronti.

Ipergeneralizzazione: quando da un evento ne traiamo una regola generale, l’uso di avverbi come sempre, mai, tutti, nessuno sono spesso la spia di questo modo di pensare. “Ce l’hanno tutti con me”, sono sempre il solito sfortunato

Svalutare il positivo:  È uno stile di pensiero depressivo, gli inglesi lo chiamano anche pensiero “YES… BUT” ovvero “SI…MA” tipico di quando riconosciamo il positivo ma subito lo sminuiamo dando più importanza ad aspetti negativi. Posso ad esempio pensare di esser riuscito a risolvere un problema…sì, ma non conta molto perché ce ne sono altri che ancora non ho affrontato.

Personalizzazione: ovvero “è tutta colpa mia”. Può capitare di incontrare un amico che ci saluta di sfuggita e pensare “cosa gli avrò fatto?”

 

Queste sono le principali distorsioni che, spesso, caratterizzano il nostro modo di pensare e, non so voi, ma io ho fatto l’en plein…

 

Per leggere l’intero articolo:http://psicoterapia.centrocognitivo.it/psicoterapia/2012/psicoterapia/pensieri-disfunzionali-centro-cognitivo-saronno/

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Settembre, andiamo. È tempo di…

Ammettiamolo, Settembre è da sempre il mese della ‘rinascita’.

Che sia un nuovo taglio di capelli, un’iscrizione annuale in palestra (per cui abbiamo pagato una cifra esorbitante sapendo già che sarà un miracolo se la frequenteremo fino a Natale) o l’inizio dell’ennesima dieta post-aperitivisullaspiaggia tutti noi, con l’arrivo dell’Autunno, decidiamo di rimetterci in gioco.

Anch’io non potevo essere da meno quindi, dopo aver cambiato casa, look e aver preso una gatta come coinquilina, mi sono detta ‘ok, ora cosa manca alla ‘brand new me’ per essere veramente soddisfatta?’. 

Dopo seria ed attenta riflessione ed un triste, ma necessario, ridimensionamento della mia ‘wish list’, sono giunta alla conclusione che quello che mi mancava era una “stanza” tutta per me.

Allora eccomi qui, in questo mio ‘angoletto’ comodo e spazioso, ma ancora tutto da arredare quindi, bando agli indugi, ‘Settembre, andiamo. È tempo di…scrivere!’

 

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