Di calcio e di rispetto, questo sconosciuto…

Chi mi conosce sa che non amo il calcio. Lo trovo uno sport decisamente noioso e francamente sopravvalutato, ma a taluni piace (leggi ‘a LUI piace’) quindi mi sono concessa di vederne, di recente, alcune partite anche io (cosa non si fa per amore!).

Ne scrivo oggi, in questo blog in cui raramente parlo di me in prima persona, per il solo fatto che una notizia apparsa sulla Gazzetta dello Sport mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Non commento i fatti vergognosi avvenuti prima e dopo la  finale di Coppa Italia. Se ne parla da giorni e non ho niente da aggiungere. Non parlo nemmeno di tal ‘Genny ‘a carogna’, a cui già troppo spazio è stato concesso, a mio parere, dai media, col solo risultato di farlo diventare ‘un personaggio’ e generare un processo di emulazione pericolosissimo.

Stando al giornalista della Gazzetta, infatti, durante la partita Napoli-Cagliari sembrerebbe che 30mila tifosi abbiano deciso di emularne, appunto, pensieri, parole…e ‘maglietta’ indossando la stessa che portava lui sabato scorso, inneggiante a tal Speziale (ultrà reo di aver ucciso un poliziotto e, ora, in prigione) di cui chiedeva la scarcerazione, appunto.

Ecco, quello che mi ha lasciato l’amaro in bocca è stato il cieco processo di emulazione che si è venuto a creare. Ho tra i miei amici tanti tifosi del Napoli, che non perdono occasione per supportare la loro squadra del cuore e a loro chiedo, qualora andassero allo stadio, di rifiutarsi di indossare una maglia che dimostri la totale mancanza di rispetto, se non per un poliziotto che ora non c’è più, almeno per la sua vedova e la sua famiglia, che devono aggiungere anche questa ferita alle tante che hanno ricevuto. 

 

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Aspettando la musica

Lo aspettava da ore, seduta accanto alla finestra, con tranquilla consapevolezza.

Lo aspettava ogni giorno, ormai, da giorni.

Aria era così. Lei semplicemente sapeva che, non importa quando, se di giorno o di notte, portandosi appresso la pioggia o il sole. Lui sarebbe sempre arrivato e avrebbe portato con sé la musica.

Così rimase immobile, anche quel mattino, ad ascoltare la pioggia bussare sui vetri, sorseggiando il suo caffè e scottandosi le labbra, impegnata ad osservare la sottile consistenza fumosa che le solleticava il naso.

Un giro di chiave.

Trasalì. Un po’ di liquido bollente le scivolò sulle dita. Tremava.

Posò la tazza e si asciugò le mani sui fianchi, mentre si alzava.

La porta si aprì, con un cigolio lento . Rumore di passi e poi un’ombra scura entrò.

I loro occhi si incontrarono prima dei loro corpi e, come ogni volta, cominciò la musica.

-L. Shiver

Turn me on- Norah Jones

http://www.youtube.com/watch?v=ED1B39W9b0E

Image: Jack Vettriano – ‘In thoughts of you’

Donne che corrono coi lupi

Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della donna selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.

CLARISSA PINKOLA ESTÉS

Cheyenne, Wyoming

(Prefazione – Donne che corrono coi lupi)

I nostri baci

Ci sono baci come carezze, lente, estenuanti.

Baci come fiori, da sfogliare delicatamente, petalo dopo petalo e, poi, i baci aggressivi, violenti, di labbra da mordere e da cui farsi marchiare.

Poi, ci sono i nostri baci.

Quelli che non sono uguali a nessun altro che abbiamo dato, prima o dopo di noi. Quelli per cui ti manca il respiro, il cuore perde un battito, i movimenti si fanno lenti perché il desiderio generato dall’attesa è, esso stesso, piacere.

-L. Shiver

Vorrei essere più coraggioso, per te.

Cosa augurarti? A dire il vero, dovrei augurarti te stessa, perché tu sei il regalo più prezioso, più raro a cui possa pensare. Vorrei essere più coraggioso, per te.

dal libro “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman

 

Noi camminiamo da sole

Noi donne siamo esseri umani ben strani.

Ognuna di noi è un universo a parte, fatto di vissuti differenti, intrecciati dai fili della vita familiare, dalle esperienze, dagli amori, ma una cosa ci accomuna tutte.

Non importa quanto in basso arriviamo, quanto a lungo ci crogioliamo sul fondo, quanto ci mettiamo per darci la spinta per risalire. Il momento in cui torniamo a respirare arriva per tutte e in quel momento ci accorgiamo che noi sappiamo camminare anche da sole.

 

-L. Shiver